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Insediata la Commissione sull’equo compenso

Il 28 maggio 2009 si è insediata, presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali, la commissione speciale che dovrà rideterminare i compensi spettanti ai titolari dei diritti, ovvero che stabilirà se e quanto dovremo pagare per l’acquisto di supporti di memoria digitali (lettori mp3, pendrive, hard disk ecc.) vuoti, per il semplice fatto che potenzialmente potremmo utilizzarli per copie illecite.

Nostri soldi che finiranno principalmente nelle tasche di Siae (che ha elevati costi strutturali e amministrativi) e dei soliti noti, gli autori “sempreverdi”, in barba agli autori emergenti e a chi quei supporti li usa solamente per il backup di materiale autoprodotto (fotografie, filmati, documenti di lavoro ecc.).

L’equo compenso è una tassa che non piace nemmeno agli spagnoli, che hanno organizzato proteste e avanzato proposte alternative.

Chiediamo l’abolizione di questo decreto sanguisuga o, per lo meno, che:

  • non venga aumentato o allargato l’equo compenso;
  • se confermato, venga resa illegale qualsiasi tecnologia anticopia [digital restriction management (drm) e trusted computing], perché incompatibile con una tassa sulla copia;
  • sia previsto un rimborso per chi può dimostrare l’utilizzo lecito dei supporti;
  • che nella documentazione di ogni supporto venduto siano indicati al consumatore, in modo chiaro e trasparente, l’importo della tassa e la sua incidenza percentuale sul prezzo di vendita;
  • che i soldi raccolti siano distribuiti direttamente agli autori in modo trasparente, non agli intermediari;
  • che eventuali soldi comunque incassati da Siae siano investiti per ridurre, grazie alle nuove tecnologie, gli assurdi costi della collecting society e per ammodernare – esclusivamente a favore degli autori – i processi di questo obsoleto carrozzone.

Altroconsumo ha attivato su Facebook il gruppo Diritto d’autore: Altroconsumo un secco NO all’aumento dell’equo compenso.

Riportiamo l’agenzia stampa segnalataci da Alberto Maria Gambino e il testo di Altroconsumo.

DIRITTO D’AUTORE: INSEDIATA COMMISSIONE FORFAIT SU APPARECCHI
(AGI) – Roma, 28 mag. – Si e’ insediata oggi presso il Ministero per i Beni e le Attivita’ culturali la Commissione speciale che dovra’ rideterminare i compensi spettanti ai titolari dei diritti, in vista dell’elaborazione del decreto relativo alla quota da attribuire alla Siae sugli apparecchi di registrazione, analogici e digitali, come masterizzatori e lettori mp3, ma anche con riferimento alle memorie su pen drive. La Commissione, istituita dal presidente del Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore, prof. Alberto Maria Gambino, avra’ il compito di rivedere la norma transitoria costituita dall’art. 39 del Decreto Legislativo 9 Aprile 2003, n. 68 che aveva stabilito fino al 31 dicembre 2005, e comunque fino all’emanazione del nuovo decreto, il compenso per la riproduzione per uso privato, individuando le tipologie di supporti per i quali il compenso e’ dovuto.

Il comunicato di Altroconsumo:

Un consumatore paga i diritti d’autore su ogni opera che acquista. Il bello è che li paga anche quando non compra opere ma supporti vuoti. Si tratta del cosiddetto “equo compenso”, un sovrapprezzo che grava su tutti i supporti registrabili (dal cd vergine al videoregistratore, dal dvd registrabile al masterizzatore del computer).
Ogni volta che compriamo un cd vergine, magari con l’innocente intenzione di riversarvi le foto delle vacanze, paghiamo su di esso un “equo compenso” che ci dà il diritto di fare su quel cd una copia privata di un’opera su cui esistono dei diritti d’autore. Questo incide sul prezzo di cd e dvd per almeno il 50% e di circa il 3% sugli apparecchi (e il consumatore non se ne accorge perchè non è in alcun modo informato di tutto questo).
Non si tratta di bruscolini … nel 2007 questi diritti sono costati ai consumatori italiani quasi 71 milioni di euro, mentre oltre 3,6 milioni li ha incassati la SIAE per il proprio ruolo di gestore monopolista.
Il rischio ora è che i tentacoli dell’equo compenso si allunghino anche su altri supporti e, addirittura, sui cellulari !
Si è, infatti, appena insediata presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali la Commissione speciale che dovrà rideterminare i compensi spettanti ai titolari dei diritti, in vista dell’elaborazione del decreto relativo alla quota da attribuire alla Siae sui vari apparecchi di registrazione, analogici e digitali.

Altroconsumo confida nella competenza e serietà del Presidente della suddetta Commissione Alberto Maria Gambino al quale chiederà di essere audita, ma dice sin d’ora un secco NO a qualsiasi forma di aumento dell’equo compenso.

Il sistema dell’equo compenso introdotto nell’era pre-digitale è un meccanismo rozzo e approssimativo in quanto:

(a) non è basato sull’effettivo danno cagionato ai detentori dei diritti dalla copia private ma su semplici presunzioni. Tra l’altro il considerando 35 della Direttiva sul diritto d’autore prevede che non debba esservi compenso in caso di danno minimo ma, purtroppo in nessuno Stato Membro è stato fatto sino ad ora un vero studio sui danni provocati dalla copia privata (Ecco un esercizio utile che potrebbe svolgere la Commissione presieduta dal Prof Gambino)

(c) non tiene in alcuna considerazione l’esistenza di restrizioni tecnologiche alla copia privata e i casi nei quali il diritto alla copia sia già previsto e remunerato dalle licenze, questo genera fenomeni di doppio, triplo o quadruplo pagamento.

(b) non è trasparente, il consumatore che acquista prodotti ai quali si applica l’equo compenso non ne viene affatto informato e, allo stesso modo, la distribuzione agli autori delle revenues provenienti dall’equo compenso avviene sulla base di meccanismi poco accessibili e buona parte viene assorbita dai costi strutturali e amministrativi della SIAE

(d) Infine, considerato che i costi di gestione della SIAE ha ormai raggiunto dimensioni sproporzionate rispetto alle attività effettivamente necessarie per l’intermediazione dei diritti e che nell’era digitale le tecnologie dovrebbero rendere possibili forme di distribuzione di contenuti protetti da diritto d’autore su un mercato territorialmente privo

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