Archive for the ‘Libere utilizzazioni (fair use)’ Category
Contro Olivennes e contro i drm (anche se interoperabili)
Ho sottoscritto l’appello di Leonardo Chiariglione al Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli perché credo sia necessaria una forte presa di posizione contro la terribile proposta dei “sistemi di controllo globale” avanzata dalla Commissione Olivennes istituita da Nicolas Sarkozy, soprattutto dopo che Enzo Mazza, direttore generale della Federazione dell’industria musicale italiana (Fimi), ha chiesto alla Commissione sul rapporto tra diritto d’autore e nuove tecnologie di seguire la strada tracciata dai francesi.
Tuttavia ci tengo a chiarire che avrei preferito che in questo appello non fosse minimamente citato il progetto Dmin.it, poiché non condivido minimamente le posizioni di Chiariglione e degli altri membri del progetto a favore dei digital restriction management (drm), anche se interoperabili, e delle misure tecnologiche di protezione (tpm). Read the rest of this entry »
Terrorismo psicologico
Di fronte a pratiche diffuse che dimostrano il palese predominio degli interessi sugli ideali, sarebbe già un grande passo se i politici capissero che una rivoluzione a favore dei diritti dei fruitori delle opere intellettuali, e quindi dell’intera collettività, potrebbe portare molti più voti di una battaglia a favore dei privilegi della minoranza dei potenti rappresentanti della “confindustria delle idee”. Read the rest of this entry »
Limiti e contro-limiti
Cito un’e-mail di Gustavo Ghidini e Giovanni Cavani ad Alberto Maria Gambino e a tutti i membri della Commissione per la revisione della legge sul diritto d’autore.
Non ignoravamo il
limite comunitario, nè ignoriamo peraltro quel che Valerio Onida (e non solo) chiamacontro-limitedi ordine costituzionale, per il quale, se persino una direttiva comunitaria ponesse all’esercizio di diritti costituzionalmente garantiti impedimenti o eccessivi ostacoli, il legislatore nazionale sarebbe legittimato a derogarvi per consentire un effettivo esercizio di quegli stessi diritti.Ciò detto, va peraltro rilevato che il legislatore italiano è stato spesso più realista del re. Non trovano infatti base nella Direttiva varie norme limitatrici di diritti primari. Così, per fare solo due esempi, quella che limita al 15% la fotocopiatura anche in biblioteche pubbliche, norma che stride funzionalmente con l’esercizio pieno del diritto allo studio e alla ricerca; o quella che limita a
branila riproducibilità di testi per scopi di studio e informazione.
Avremo modo di ritornare in argomento. Ci premeva per il momento sottolineare l’indubbia complessità del discorso sullimite comunitario.





