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	<title>Isotype &#187; Petizioni</title>
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	<description>Comunica la qualità</description>
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		<title>Insediata la Commissione sull’equo compenso</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 09:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo De Tomasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[Petizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto e permesso d’autore (copyright e copyleft)]]></category>
		<category><![CDATA[Equo compenso]]></category>
		<category><![CDATA[Frontiere digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione revisione da]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto di copia privata]]></category>
		<category><![CDATA[Siae]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 28 maggio 2009 si è insediata, presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali, la commissione speciale che dovrà rideterminare i compensi spettanti ai titolari dei diritti, ovvero che stabilirà se e quanto dovremo pagare per l’acquisto di supporti di memoria digitali (lettori mp3, pendrive, hard disk ecc.) vuoti, per il semplice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 28 maggio 2009 si è insediata, presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali, la commissione speciale che dovrà rideterminare i compensi spettanti ai titolari dei diritti, ovvero che stabilirà se e quanto dovremo pagare per l’acquisto di supporti di memoria digitali (lettori mp3, pendrive, hard disk ecc.) vuoti, per il semplice fatto che potenzialmente potremmo utilizzarli per copie illecite. <span id="more-1659"></span></p>
<p>Nostri soldi che finiranno principalmente nelle tasche di Siae (che ha elevati costi strutturali e amministrativi) e dei soliti noti, gli autori “sempreverdi”, in barba agli autori emergenti e a chi quei supporti li usa solamente per il backup di materiale autoprodotto (fotografie, filmati, documenti di lavoro ecc.).</p>
<p>L’equo compenso è una tassa che <a href="http://www.appuntidigitali.it/714/in-spagna-dilaga-la-protesta-contro-il-canon-digital/">non piace nemmeno agli spagnoli</a>, che hanno organizzato proteste e avanzato proposte alternative.</p>
<p><strong>Chiediamo l’abolizione di questo decreto sanguisuga</strong> o, per lo meno,  che:</p>
<ul>
<li>non venga aumentato o allargato l’equo compenso;</li>
<li>se confermato, venga resa illegale qualsiasi tecnologia anticopia [<em>digital restriction management (drm)</em> e <em>trusted computing</em>], perché incompatibile con una tassa sulla copia;</li>
<li>sia previsto un rimborso per chi può dimostrare l’utilizzo lecito dei supporti;</li>
<li>che nella documentazione di ogni supporto venduto siano indicati al consumatore, in modo chiaro e trasparente, l’importo della tassa e la sua incidenza percentuale sul prezzo di vendita;</li>
<li>che i soldi raccolti siano distribuiti direttamente agli autori in modo trasparente, non agli intermediari;</li>
<li>che eventuali soldi comunque incassati da Siae siano investiti per ridurre, grazie alle nuove tecnologie, gli assurdi costi della collecting society e per ammodernare – esclusivamente a favore degli autori – i processi di questo obsoleto carrozzone.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.altroconsumo.it">Altroconsumo</a> ha attivato su Facebook il gruppo <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=100243928648#/group.php?gid=100243928648"><em>Diritto d&#8217;autore: Altroconsumo un secco NO all&#8217;aumento dell&#8217;equo compenso</em></a>.</p>
<p>Riportiamo l’agenzia stampa segnalataci da Alberto Maria Gambino e il testo di Altroconsumo.</p>
<blockquote><p>DIRITTO D&#8217;AUTORE: INSEDIATA COMMISSIONE FORFAIT SU APPARECCHI<br />
(AGI) &#8211; Roma, 28 mag. &#8211; Si e&#8217; insediata oggi presso il Ministero per i Beni e le Attivita&#8217; culturali la Commissione speciale che dovra&#8217; rideterminare i compensi spettanti ai titolari dei diritti, in vista dell&#8217;elaborazione del decreto relativo alla quota da attribuire alla Siae sugli apparecchi di registrazione, analogici e digitali, come masterizzatori e lettori mp3, ma anche con riferimento alle memorie su pen drive. La Commissione, istituita dal presidente del Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d&#8217;Autore, prof. Alberto Maria Gambino, avra&#8217; il compito di rivedere la norma transitoria costituita dall&#8217;art. 39 del Decreto Legislativo 9 Aprile 2003, n. 68 che aveva stabilito fino al 31 dicembre 2005, e comunque fino all&#8217;emanazione del nuovo decreto, il compenso per la riproduzione per uso privato, individuando le tipologie di supporti per i quali il compenso e&#8217; dovuto.</p></blockquote>
<p>Il comunicato di Altroconsumo:</p>
<blockquote><p>Un consumatore paga i diritti d&#8217;autore su ogni opera che acquista. Il bello è che li paga anche quando non compra opere ma supporti vuoti. Si tratta del cosiddetto &#8220;equo compenso&#8221;, un sovrapprezzo che grava su tutti i supporti registrabili (dal cd vergine al videoregistratore, dal dvd registrabile al masterizzatore del computer).<br />
Ogni volta che compriamo un cd vergine, magari con l’innocente intenzione di riversarvi le foto delle vacanze, paghiamo su di esso un “equo compenso” che ci dà il diritto di fare su quel cd una copia privata di un’opera su cui esistono dei diritti d’autore. Questo incide sul prezzo di cd e dvd per almeno il 50% e di circa il 3% sugli apparecchi (e il consumatore non se ne accorge perchè non è in alcun modo informato di tutto questo).<br />
Non si tratta di bruscolini &#8230; nel 2007 questi diritti sono costati ai consumatori italiani quasi 71 milioni di euro, mentre oltre 3,6 milioni li ha incassati la SIAE per il proprio ruolo di gestore monopolista.<br />
Il rischio ora è che i tentacoli dell&#8217;equo compenso si allunghino anche su altri supporti e, addirittura, sui cellulari !<br />
Si è, infatti, appena insediata presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali la Commissione speciale che dovrà rideterminare i compensi spettanti ai titolari dei diritti, in vista dell’elaborazione del decreto relativo alla quota da attribuire alla Siae sui vari apparecchi di registrazione, analogici e digitali.</p>
<p>Altroconsumo confida nella competenza e serietà del Presidente della suddetta Commissione Alberto Maria Gambino al quale chiederà di essere audita, ma dice sin d&#8217;ora un secco NO a qualsiasi forma di aumento dell&#8217;equo compenso.</p>
<p>Il sistema dell’equo compenso introdotto nell’era pre-digitale è un meccanismo rozzo e approssimativo in quanto:</p>
<p>(a) non è basato sull’effettivo danno cagionato ai detentori dei diritti dalla copia private ma su semplici presunzioni. Tra l’altro il considerando 35 della Direttiva sul diritto d’autore prevede che non debba esservi compenso in caso di danno minimo ma, purtroppo in nessuno Stato Membro è stato fatto sino ad ora un vero studio sui danni provocati dalla copia privata (Ecco un esercizio utile che potrebbe svolgere la Commissione presieduta dal Prof Gambino)</p>
<p>(c) non tiene in alcuna considerazione l’esistenza di restrizioni tecnologiche alla copia privata e i casi nei quali il diritto alla copia sia già previsto e remunerato dalle licenze, questo genera fenomeni di doppio, triplo o quadruplo pagamento.</p>
<p>(b) non è trasparente, il consumatore che acquista prodotti ai quali si applica l’equo compenso non ne viene affatto informato e, allo stesso modo, la distribuzione agli autori delle revenues provenienti dall’equo compenso avviene sulla base di meccanismi poco accessibili e buona parte viene assorbita dai costi strutturali e amministrativi della SIAE</p>
<p>(d) Infine, considerato che i costi di gestione della SIAE ha ormai raggiunto dimensioni sproporzionate rispetto alle attività effettivamente necessarie per l&#8217;intermediazione dei diritti e che nell&#8217;era digitale le tecnologie dovrebbero rendere possibili forme di distribuzione di contenuti protetti da diritto d&#8217;autore su un mercato territorialmente privo</p></blockquote>
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		<title>Riparte la campagna “Caro Candidato”</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 17:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arturo Di Corinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Software libero e open source]]></category>
		<category><![CDATA[Beni culturali liberi]]></category>
		<category><![CDATA[Frontiere digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il test delle elezioni regionali di febbraio in Sardegna, la campagna Caro Candidato riparte per l’importante appuntamento delle elezioni europee e amministrative di giugno. 
La campagna per le elezioni europee fa parte del network The Free Software Pact ed è particolarmente importante perché, se la campagna avrà successo, per noi sarà più facile promuovere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il test delle elezioni regionali di febbraio in Sardegna, la campagna <a href="http://carocandidato.org">Caro Candidato</a> riparte per l’importante appuntamento delle elezioni europee e amministrative di giugno. <span id="more-1542"></span></p>
<p>La campagna per le elezioni europee fa parte del network <a href="http://www.freesoftwarepact.eu/">The Free Software Pact</a> ed è particolarmente importante perché, se la campagna avrà successo, per noi sarà più facile promuovere la costituzione di un intergruppo sul software libero al Parlamento Europeo, composto da Parlamentari di diversi paesi appartenenti a gruppi politici differenti riuniti per un obiettivo comune.</p>
<p><a href="http://www.carocandidato.org/"><img src="http://isotype.org/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/44e89_cc16.png" alt="vota per il software libero! (banner)" hspace="2" vspace="2" align="left" /></a></p>
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		<title>Carta dei diritti degli autori sugli editori</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 07:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo De Tomasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte]]></category>
		<category><![CDATA[Strumenti legali]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto e permesso d’autore (copyright e copyleft)]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci siamo dati 60 giorni di tempo per definire i diritti degli autori sugli editori e scrivere una carta dei diritti partecipata e condivisa. Coinvolgete tutti gli autori che conoscete: musicisti, scrittori e autori di testi, giornalisti, illustratori, grafici, registi, sceneggiatori… Inviategli il link a questa pagina, affinché possano leggere, criticare e modificare il nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo dati 60 giorni di tempo per definire i diritti degli autori sugli editori e scrivere una carta dei diritti partecipata e condivisa. Coinvolgete tutti gli autori che conoscete: musicisti, scrittori e autori di testi, giornalisti, illustratori, grafici, registi, sceneggiatori… Inviategli il link a questa pagina, affinché possano leggere, criticare e modificare il nostro testo. <span id="more-1277"></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://isotype.org/wp-content/uploads/2009/04/rights-poster.pdf"><img class="size-full wp-image-1294 aligncenter" title="Scarica il manifesto in formato pdf" src="http://isotype.org/wp-content/uploads/2009/04/rights-poster.png" alt="La legge è uguale per tutti. I diritti, di fatto, no!" /></a></p>
<p>I passaggi sono i seguenti.</p>
<ol>
<li><a href="http://www.frontieredigitali.net/index.php?title=Diritti_degli_autori_sugli_editori&amp;action=edit">Scrittura</a> e <a href="http://www.frontieredigitali.net/index.php?title=Discussione:Diritti_degli_autori_sugli_editori&amp;action=edit">discussione</a> partecipate della carta dei diritti, tramite la <a href="http://www.frontieredigitali.net/index.php/Diritti_degli_autori_sugli_editori">pagina pubblicata sul wiki di FrontiereDigitali</a>. Per poter contribuire è necessario <a href="http://www.frontieredigitali.net/index.php?title=Speciale:Entra&amp;returnto=Diritti_degli_autori_sugli_editori">iscriversi al wiki</a>. L’iscrizione è libera e aperta a tutti. Il termine ultimo per questa prima fase è il 30 giugno 2009.</li>
<li>Una volta definiti i punti in senso generale, chiederemo agli avvocati dello sportello <a href="http://liberius.org">Liberius</a> di concretizzarle in un testo più concreto dal punto di vista legale. Il termine ultimo per questa prima fase è il 10 luglio 2009.</li>
<li>Una volta definito il testo legale, la <a href="http://fhf.it">Free hardware foundation</a> tradurrà in inglese, pubblicherà e diffonderà il testo integrale del manifesto a numerosi i media nazionali e internazionali, chiedendone la sottoscrizione agli autori e l’impegno ai politici di sottoscrivere e attuare le richieste espresse. Il testo sarà pubblicato sotto licenza libera Creative Commons Attribuzione &#8211; Condividi allo stesso modo. Sarà anche organizzata una presentazione del progetto presso la <a href="http://www.cittadellaltraeconomia.org">Città dell’altraeconomia</a> a Roma.</li>
</ol>
<h2>Promotori</h2>
<p><a href="http://isotype.org/?lang=it"><img class="alignnone size-full wp-image-1283 logo" src="http://isotype.org/wp-content/uploads/2009/04/isotype-logo_rgb_72px.png" alt="Isotype / comunica la qualità" /></a><a href="http://fhf.it"><img class="alignnone size-full wp-image-1284 logo" src="http://isotype.org/wp-content/uploads/2009/04/fhf-logo_rgb_88px.png" alt="Free hardware foundation Italia" /></a><img class="alignnone size-full wp-image-1289 logo" src="http://isotype.org/wp-content/uploads/2009/04/frontiere_digitali-logo_rgb.png" alt="FrontiereDigitali.net / Creatività cooperazione condivisione" /><a href="http://liberius.org"><img class="alignnone size-full wp-image-1285 logo" src="http://isotype.org/wp-content/uploads/2009/04/liberius-logo_rgb_85px.png" alt="Liberius. Sportello di consulenza legale su diritto d’autore e condivisione della conoscenza" /></a></p>
<p>Vuoi diventare anche tu promotore?</p>
<ol>
<li>Pubblica sul tuo sito web un articolo o una pagina che parla della nostra iniziativa, riportando integralmente il testo di questa pagina, impegnandoti a mantenerlo aggiornato.</li>
<li><a href="mailto:info@isotype.org?subject=Vorrei diventare promotore della Carta dei diritti degli autori sugli editori">Inviaci una mail</a>, allegando:
<ul>
<li> il logo, il nome esteso e ii link all’homepage del sito web dell’organizzazione o della società che aderisce all’iniziativa;</li>
<li>il link all’articolo o alla pagina che promuove questa iniziativa.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<h2>Sostieni il progetto</h2>
<p>Se vuoi collaborare attivamente al progetto, <a href="mailto:info@isotype.org?subject=Vorrei collaborare alla Carta dei diritti degli autori sugli editori">contattaci</a> o utilizza direttamente il wiki.</p>
<p>Se non hai tempo per collaborare, puoi comunque sostenere questo progetto con una donazione, anche minima, alla Free Hardware Foundation, da effettuare tramite bonifico bancario o PayPal.</p>
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<p><!--/#paypal_fhf --></p>
<p>Le coordinate del conto corrente intestato a <em>Free Hardware Foundation</em> sono:<br />
IBAN: IT 83 D 05018 03200 000000122601<br />
Banca popolare Etica Scpa Filiale di Roma<br />
Via Rasella 14, 00187 Roma (RM)</p>
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		<title>Salva la neutralità di Internet!</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 08:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo De Tomasi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani potrebbe essere troppo tardi. 4, 5 e 6 maggio 2009 sono tre giorni fondamentali per la neutralità e la libertà di Internet. Il Parlamento Europeo sta per approvare dei compromessi inaccettabili in merito alla libertà della rete: impugna ora le armi della democrazia e contribuisci attivamente al futuro che vorresti. 

Anche questa volta è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani potrebbe essere troppo tardi. 4, 5 e 6 maggio 2009 sono tre giorni fondamentali per la neutralità e la libertà di Internet. Il Parlamento Europeo sta per approvare dei compromessi inaccettabili in merito alla libertà della rete: impugna ora le armi della democrazia e contribuisci attivamente al futuro che vorresti. <span id="more-1388"></span></p>
<p><object width="560" height="340" data="http://www.youtube.com/v/Kh5-zWz_JNk&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Kh5-zWz_JNk&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Anche questa volta è emergenza europea. Ti chiediamo un’azione diretta per impedire l’ennesima lacerazione dei tuoi diritti! Possiamo ancora fermarli con una semplice protesta di massa via email: un metodo che in passato ci ha garantito vittorie epocali. Semplicemente riempiendo <a href="http://xmailer.hacktivistas.net">questo modulo</a> il tuo messaggio arriverà a tutti gli europarlamentari del tuo paese. Non è però escluso che i parlamentari abbiano filtrato tutte le mail provenienti da questo servizio, quindi il metodo più efficace è l’<a href="http://www.scambioetico.eu/index.php?topic=697.msg4026#msg4026">invio di un messaggio personalizzato dalla propria casella e-mail</a>.</p>
<p>Tra lunedì 4 e martedì 5 maggio 2009 è essenziale contattare i parlamentari europei e, in particolare <a href="http://www.europarl.europa.eu/members/expert/groupAndCountry/search.do?country=IT&amp;language=IT">quelli italiani</a>, per dire loro di votare il pacchetto di emendamenti <em>Citizen Rights</em>, che include gli emendamenti originali 138, 130 (ITRE), e 166 (IMCO) (prima lettura in Parlamento), insieme con chiare protezioni che favoriscono “discriminazioni sulla rete” (il contrario della neutralità) e la rimozione di tutte le tracce rimanenti di “risposta graduata”.</p>
<p>Il 6 maggio 2009 alcuni Europarlamentari cercheranno di eliminare la libertà da Internet.<br />
Internet come la conosciamo si trova in pericolo. Il <em>Telecoms Package</em> (pacchetto telecomunicazioni), che cercheranno di approvare il 6 maggio 2009, permetterà agli Internet provider di limitare legalmente il numero di pagine web che puoi vedere e di decidere se darti un determinato servizio o meno (come il peer2peer, la telefonia voip, o quello che non gli sembri sufficientemente lucrativo).</p>
<p>La nuova legge permetterà ai Provider di offrire <em>abbonamenti</em> come succede con i servizi <em>PayPerView</em> e di limitare il tuo accesso alla rete in funzione del <em>pacchetto</em> a cui hai “scelto” di abbonarti. Potranno inoltre filtrare contenuti e monitorare le tue attività su Internet, senza nessun intervento da parte di un giudice o di un magistrato!</p>
<p>Puoi trovare maggiorni informazioni su:</p>
<ul>
<li><a style="color: #2a5db0;" href="http://www.blackouteurope.eu/" target="_blank">http://www.blackouteurope.eu/</a></li>
<li><a style="color: #2a5db0;" href="http://www.laquadrature.net/en" target="_blank">http://www.laquadrature.net/en</a></li>
<li><a href="http://www.laquadrature.net/en/telecoms-package-when-rapporteurs-betray-eu-citizens" target="_blank">http://www.laquadrature.net/en/telecoms-package-when-rapporteurs-betray-eu-citizens</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=aGoKrzv1jGY" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=aGoKrzv1jGY</a></li>
<li><a href="http://www.scambioetico.eu/" target="_blank">http://www.scambioetico.eu/</a></li>
<li><a href="http://www.scambioetico.eu/index.php?topic=697.msg4025#msg4025" target="_blank">http://www.scambioetico.eu/index.php?topic=697.msg4025#msg4025</a></li>
</ul>
<p>Possiamo ancora fermarli con una protesta di massa via email, da compiersi prima del 6 maggio. Già sono stati inviati più di 375˙000 messaggi, dobbiamo arrivare ad un milione. I pochi europarlamentari che lottano per salvaguardare la libertà e la neutralità della rete ci hanno invitato a continuare a mandare email. Solo le caselle di posta stracolme di email dei cittadini potrà fermare questa pazzia. Non esitare, ti porta via solo 5 minuti difendere la tua libertà. Pretendi da loro che votino in favore dell’emendamento 46 (prima era il 138) che garantisce le nostre libertà.</p>
<p>Domani sarà tardi: <a style="color: #2a5db0;" href="http://xmailer.hacktivistas.net/en/message" target="_blank">http://xmailer.hacktivistas.net/en/message</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Chiedi all’Europa di non estendere i termini del copyright!</title>
		<link>http://isotype.org/tell-the-eu-keep-copyright-sound/?lang=it</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 17:27:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo De Tomasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto e permesso d’autore (copyright e copyleft)]]></category>
		<category><![CDATA[Frontiere digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[Una manciata di grandi case discografiche stanno cercando di rompere una promessa durata cinquanta anni. I musicisti e i loro fan non saranno le uniche vittime. Attualmente i diritti che coprono le registrazioni delle interpretazioni hanno una durata di 50 anni. Secondo uno studio, (Gowers review) commissionato e finanziato dal governo inglese, la durata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una manciata di grandi case discografiche stanno cercando di rompere una promessa durata cinquanta anni. I musicisti e i loro fan non saranno le uniche vittime. Attualmente i diritti che coprono le registrazioni delle interpretazioni hanno una durata di 50 anni. Secondo uno studio, (<em>Gowers review</em>) commissionato e finanziato dal governo inglese, la durata di questi diritti dovrebbe rimanere immutata. Ma l’industria discografica insiste sul prolungamento della protezione sui diritti. L’estensione di questi termini sarebbe un’ingiustizia per i musicisti e la cultura musicale europea e potrebbe anche danneggiare la nostra economia.</p>
<p>Se anche tu credi che la durata dei termini dei diritti sulle registrazioni debba rimanere di 50 anni per favore <a href="http://www.soundcopyright.eu/it/petition">firma la petizione oggi stesso</a>.</p>
<p><span id="more-482"></span></p>
<p>Il Copyright è un contratto. In cambio del loro investimento per la creazione e la distribuzione delle registrazioni di interpretazioni, ai detentori del copyright è concesso un monopolio limitato durante il quale hanno il pieno controllo sull&#8217;utilizzo delle registrazioni. Questo include il diritto di perseguire legalmente chiunque utilizzi tali opere senza alcun permesso. Ma una volta scaduti i termini dei diritti questi lavori diventano, come Beethoven, Mozart e Bach patrimonio della cultura umana &#8211; cioè di pubblico dominio. In pratica, a causa della suddetta estensione dei diritti e del breve arco di tempo in cui le tecniche delle registrazioni sono divenute disponibili, non ci sono registrazioni di interpretazioni di pubblico dominio.</p>
<p>Ma questa situazione sta per evolversi, in quanto stanno per scadere i termini dei diritti sulle registrazioni della prima epoca d&#8217;oro delle opere musicali registrate. Il pubblico dominio a breve beneficerà della metà di questo accordo. Registrazioni di musica reggae, seminal soul e rock and roll presto saranno libere da restrizioni legali, permettendo a tutti (inclusi gli stessi esecutori di tali canzoni e i loro eredi) di conservarle, ripubblicarle e remixarle.</p>
<p>Le major discografiche vogliono mantenere il controllo sulle registrazioni ben oltre l&#8217;attuale termine di 50 anni, in modo da continuare a sfruttare, quindi beneficiare dei (seppur marginali) profitti provenienti dalle poche opere che, a mezzo secolo dalla loro prima uscita, sono ancora commercialmente proficue. Se la bilancia del copyright penderà in loro favore, danneggerà l&#8217;intera industria musicale oltre ai singoli artisti, librerie, accademie, affari e ovviamente il pubblico.</p>
<p>Le case discografiche fanno pressione per il cambiamento, ma devono ancora presentare convincenti prove economiche a supporto delle loro richieste. Le prove realmente esistenti dimostrano chiaramente che il prolungamento dei termini scoraggerà l&#8217;innovazione, frenerà il mercato delle ripubblicazioni e danneggerà irrevocabilmente l&#8217;accesso degli artisti futuri e del grande pubblico al loro patrimonio culturale.</p>
<p>Mentre l&#8217;Europa riflette sul futuro economico dell&#8217;industria creativa, si trova di fronte una scelta. Può accettare di estendere i termini dei diritti sulle registrazioni per la salute della poche major discografiche. Oppure permettere che tali opere divengano di pubblico dominio scaduti i 50 anni per il bene della futura innovazione, prosperità e del pubblico.</p>
<p>Se anche tu credi che la durata dei termini dei diritti sulle registrazioni debba rimanere di 50 anni per favore <a href="http://www.soundcopyright.eu/it/petition">firma la petizione oggi stesso.</a> Insieme possiamo sconfiggere il prolungamento dei termini del copyright.</p>
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		<title>Investire con la pace</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 07:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo De Tomasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Petizioni]]></category>
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		<description><![CDATA[In Costa Rica la rinuncia al possesso di una forza militare ha permesso un dirottamento dei fondi in altri settori. Questo ha comportato un alto tasso di sviluppo umano e una preservazione del proprio patrimonio faunistico e floristico. Il primo mediante alti livelli di alfabetizzazione (95%), un buon servizio sanitario pubblico e una notevole stabilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Costa Rica <q>la rinuncia al possesso di una forza militare ha permesso un dirottamento dei fondi in altri settori. Questo ha comportato un alto tasso di sviluppo umano e una preservazione del proprio patrimonio faunistico e floristico. Il primo mediante alti livelli di alfabetizzazione (95%), un buon servizio sanitario pubblico e una notevole stabilità politica (è uno dei pochi stati dell&#8217;intero subcontinente a non aver avuto colpi di stato negli ultimi decenni), il secondo è provato dalla notevole fetta del territorio (27,9%) dichiarata parco nazionale. Attualmente l&#8217;unica forza armata presente nel paese è il corpo di polizia [da <cite><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costa_Rica#Forze_armate">Wikipedia Italia</a></cite>]</q>. Mi piacerebbe che l&#8217;Italia imbocchi la stessa via. Secondo voi è possibile? Raccogliamo le firme per un referendum?</p>
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		<title>Liberazione dei dati geografici</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 13:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo De Tomasi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Frontiere digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Geolocazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi invitiamo a firmare la petizione Liberazione dei dati geografici, sostenuta dai membri del progetto Open Street Map (Osm), un progetto internazionale per la realizzazione di una mappa interattiva libera del mondo intero.
Chiunque può contribuire ad estendere il patrimonio di mappe Osm, un bene comune rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi invitiamo a firmare la petizione <a href="http://www.firmiamo.it/liberazionedatigeografici">Liberazione dei dati geografici</a>, sostenuta dai membri del progetto <a href="http://wiki.openstreetmap.org/index.php/It:Pagina_Principale">Open Street Map (Osm)</a>, un progetto internazionale per la realizzazione di una mappa interattiva libera del mondo intero.<br />
Chiunque può contribuire ad estendere il patrimonio di mappe Osm, un bene comune rilasciato sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo (by-sa). Attraverso un’applicazione di mappatura online simile a un wiki, aiutati da un ricevitore satellitare gps, una bici, un’auto o semplicemente le nostre gambe, oppure ricalcando o correggendo una mappa esistente possiamo contribuire alla creazione di una mappa di dati geografici a disposizione della collettività. <span id="more-378"></span>Le informazioni geografiche sono sempre state considerate strategiche fin da tempi remoti per tutto ciò che ruota intorno al mondo della politica, dell’economia, dei rapporti sociali. Oggi succede che le pubbliche amministrazioni raccolgono ed elaborano queste informazioni grazie a soldi pubblici e le mettono sotto chiave, attraverso il diritto d’autore, per poi rivenderle e farle pagare due o più volte da noi contribuenti. Per questi motivi, tra gli altri, il Gruppo OpenStreetMap Trentino chiede alla Provincia Autonoma di Trento che il sistema cartografico completo della regione (con il territorio mappato ad alta risoluzione in due e tre dimensioni) sia reso pubblico e utilizzabile liberamente, anche per fini commerciali, con l’obiettivo di incentivare lo sviluppo (anche economico) del settore. <q>Perché le informazioni producono valore se sono fatte circolare e non tenute chiuse in un cassetto</q>.</p>
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