Contro Olivennes e contro i drm (anche se interoperabili)
Ho sottoscritto l’appello di Leonardo Chiariglione al Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli perché credo sia necessaria una forte presa di posizione contro la terribile proposta dei “sistemi di controllo globale” avanzata dalla Commissione Olivennes istituita da Nicolas Sarkozy, soprattutto dopo che Enzo Mazza, direttore generale della Federazione dell’industria musicale italiana (Fimi), ha chiesto alla Commissione sul rapporto tra diritto d’autore e nuove tecnologie di seguire la strada tracciata dai francesi.
Tuttavia ci tengo a chiarire che avrei preferito che in questo appello non fosse minimamente citato il progetto Dmin.it, poiché non condivido minimamente le posizioni di Chiariglione e degli altri membri del progetto a favore dei digital restriction management (drm), anche se interoperabili, e delle misure tecnologiche di protezione (tpm). Dichiaro la mia totale estraneità al progetto Dmin.it (se non come osservatore) e, nonostante ne apprezzi i punti “Accesso interoperabile alla rete a larga banda” e “Sistemi di pagamento flessibili ed interoperabili”, fintanto che continuerà ad assumere posizioni di sostegno o anche solo di apertura nei confronti di tecnologie di restrizione che impediscono l’esercizio dei diritti di libera utilizzazione, non troverà il mio appoggio. Propongo anzi di permettere di aderire alle singole proposte del progetto, con la possibilità di escludere quelle “liberticide”.
Alla pagina web Obbligo di rispetto dei diritti di libera utilizzazione potete leggere e contribuire alla posizione di Frontiere Digitali in merito a drm, tpm e trusted computing.
Mi spiace che, a causa di un inconveniente, la mail che Marco Scialdone avrebbe dovuto inviare a Guido Scorza, in cui si esprimeva il mio dissenso sulla presenza di un esplicito richiamo a Dmin.it, non sia mai partita. Di conseguenza non è stato riportato alcuna nota accanto alla mia firma sull’appello, come richiesto.
Personalmente resto dell’idea che la mia firma possa essere presente nell’appello solo se accompagnata da una chiara e ben visibile precisazione del mio dissenso totale sulla proposta di Dmin relativa ai drm interoperabili.
Nel caso in cui ciò non fosse possibile, ho chiesto a Guido Scorza che venga ritirata.
Un’altra opzione per una mia sottoscrizione (e credo di buona parte del network di Frontiere Digitali) è che la prima parte dell’appello, relativa al dissenso per i lavori della commissione Olivennes, venga resa autonoma e sottoscrivibile separatamente da quella relativa alla promozione del progetto Dmin.it, che trova il mio assenso su due punti su tre, ma il mio totale dissenso sulla terza e su qualunque altra proposta che assuma posizioni di sostegno o anche solo di apertura nei confronti di tecnologie di restrizione che impediscono l’esercizio dei diritti di libera utilizzazione.
Un simile ragionamento vale anche per le proposte “Accesso interoperabile alla rete a larga banda” e “Sistemi di pagamento flessibili ed interoperabili”, che, a mio parere, sarebbe bene separare da quella sugli iDRM, permettendo l’adesione singola a ciascuna delle tre proposte. Sinceramente non comprenderei un rifiuto a una tale richiesta, indubbiamente democratica.






Leave a Reply