Limiti e contro-limiti
Cito un’e-mail di Gustavo Ghidini e Giovanni Cavani ad Alberto Maria Gambino e a tutti i membri della Commissione per la revisione della legge sul diritto d’autore.
Non ignoravamo il
limite comunitario, nè ignoriamo peraltro quel che Valerio Onida (e non solo) chiamacontro-limitedi ordine costituzionale, per il quale, se persino una direttiva comunitaria ponesse all’esercizio di diritti costituzionalmente garantiti impedimenti o eccessivi ostacoli, il legislatore nazionale sarebbe legittimato a derogarvi per consentire un effettivo esercizio di quegli stessi diritti.Ciò detto, va peraltro rilevato che il legislatore italiano è stato spesso più realista del re. Non trovano infatti base nella Direttiva varie norme limitatrici di diritti primari. Così, per fare solo due esempi, quella che limita al 15% la fotocopiatura anche in biblioteche pubbliche, norma che stride funzionalmente con l’esercizio pieno del diritto allo studio e alla ricerca; o quella che limita a
branila riproducibilità di testi per scopi di studio e informazione.
Avremo modo di ritornare in argomento. Ci premeva per il momento sottolineare l’indubbia complessità del discorso sullimite comunitario.






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