Spettri all’orizzonte
Cito Marco Scialdone.
Cari/e tutti/e,
la notizia delle conclusioni della Commissione Olivennes ha acceso gli animi nella Commissione sul rapporto tra diritto d’autore e nuove tecnologie. In particolare il nostro “amico” Mazza non ha mancato di sottolineare come, a suo modo di vedere, quelle sono le conclusioni cui dovrebbe giungere anche la commissione italiana. Sia io che Pierani, come avete avuto modo di leggere, ci siamo affrettati a replicare.
C’è tuttavia sul tavolo un’altra partita che rischia di spaccare il fronte di chi si oppone all’estremismo dell’industria dei contenuti, quella dei drm prescrittivi.
Noi tutti siamo profondamente contrari a questa degenerazione del diritto. Personalmente non posso che concordare con chi parla, a tal proposito, di “immoralità delle regole tecnologiche”.Su questo punto AltroConsumo ha una posizione diversa: sostiene la proposta avanzata dal gruppo di lavoro Dmin.it, per drm interoperabili a tutela della concorrenza.
Ora vi chiedo quale posizione io debba assumere a nome di Frontiere Digitali. Possiamo unirci ad AltroConsumo (opzione per me preferibile) scegliendo per così dire il male minore (purtroppo l’aspetto nevralgico dei drm – le misure tecnologiche di protezione – ha ricevuto la benedizione, in ambito comunitario, dalla direttiva 2001/29/CE dunque non è possibile prescindere da questo nella normativa nazionale) oppure tenere una posizione contraria.
La mia speranza è che si possa arrivare al 7 dicembre con un fronte comune Altroconsumo, Aib, FrontiereDigitali che si riconosca in un unico pacchetto di proposte.
Attendo vostre indicazioni
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Segue la mia posizione.
Io, personalmente, sono per la posizione contraria. I drm interoperabili sono sì un male minore, ma sono sempre un male e di poco minore rispetto al drm tradizionale… Sono percepiti come un male da esponenti di quasi tutte le parti in gioco: fruitori, autori ed editori/distributori.
Se poi non vi sarà altra via percorribile, saremo sempre in tempo per farci infettare dal male minore e cercarne poi la cura, ma almeno ci saremo opposti fino all’ultimo, con coerenza.






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